.

  Ravenloft AD&D Ravenloft © wotc
 
Diario
 


logo3





















































































































































6 luglio 2009

JEZRA WAGNER.


Gli inverni a Barovia non sono cose piacevoli. Gelidi venti si abbattono dalle cime dei Monti Balinok trasportando neve pesante e freddo pungente. Ma congelamenti e valanghe non sono i pericoli più grandi che possono essere incontrati sui versanti del Monte Baratak. Quando i giorni si accorciano e le notti si allungano, la regina dei ghiacci Jezra Wagner sorge dalla sua tomba. Jezra è uno spettro. Conserva l’aspetto di una donna vivente, salvo per il fatto che, la luce passa attraverso di lei come se fosse una proiezione o un immagine. Sebbene sia bassa, appena 1,53 metri di altezza, Jezra è incredibilmente bella. Ha la pelle chiara, i capelli d’argento ed occhi blu pallido che luccicano come un lago ghiacciato. Gli abiti di Jezra sono della più fine manifattura, rendendo chiaro a tutti che lei faceva parte della più ricca nobiltà di Barovia. Jezra è in grado di parlare come quando era viva. La sua voce è dolce e melodiosa, ma possiede un tono autoritario. Conosce la lingua di Barovia ma nessuna dei domini circostanti, dato che, lei morì prima che loro si formassero. Jezra è appassionata di canto, e l’evocativa bellezza della sua fine voce, trasmette il tormento e la sofferenza di una non vita così chiaramente che, si dice che abbia portato più di una persona verso una morte prematura.
COMBATTIMENTO: come tutti gli spettri, il prima attacco di Jezra è fatto con il suo tocco gelido. La maggior parte degli spettri infligge danno, con i loro tocchi,  a causa delle energie del Piano Materiale Negativo che fiaccano la forza vitale. Il tocco della regina dei ghiacci prende il suo potere congelante in parte, da questa fonte, ma anche dal modo in cui lei è morta. Il tocco di Jezra infligge 2d8 punti danno, il doppio di un normale attacco di uno spettro. Jezra non ha i normali poteri di risucchia livelli di uno spettro. Invece, lei assorbe il calore dai corpi delle sue vittime, nel tentativo di allontanare il freddo infinito che indolenzisce le sue spettrali ossa. Perciò, chiunque subisca danno dal suo tocco deve fare un tiro salvezza su morte. Il fallimento comporta che il corpo della vittima viene istantaneamente congelato, trasformato in una perfetta scultura di ghiaccio. Persone che sono state congelate in questo modo, possono tornare in vita solamente con un grandissimo potere magico. Un desiderio o un desiderio minore dovrebbero essere sufficienti, incantesimi inferiori di solito falliscono. Quelli che muoiono cadendo preda dell’attacco assorbi calore di Jezra, non risorgono come spettri, ma sono semplicemente morti; lei non ha il potere di creare altri non morti. Come creatura non morta, Jezra è immune agli incantesimi di sonno, charme e blocco ed anche a tutti gli incantesimi che influiscono sulla vita. Lei non ha un corpo fisico, così, incantesimi designati a colpire nemici solidi (come ragnatela), non la ostacoleranno in alcun modo. Allo stesso modo, è immune ai veleni, tossine, malattie, paralisi e cose simili. L’acqua santa lanciata su Jezra le infliggerà 2d4 punti danno. Può essere scacciata da chierici o paladini. Jezra, è insolitamente vulnerabile ad alcune magie, e totalmente immune ad altre. Qualsiasi attacco che normalmente infligge danno con freddo e ghiaccio, non hanno effetto su di lei. Invece, un rianimare morti lanciatole addosso, la obbliga a fare un tiro salvezza su incantesimi o venire istantaneamente distrutta. Come uno spettro, la luce del giorno è troppo pura per Jezra da sopportare. Sebbene non la ferisca, è incapace di attaccare e difendersi quando è sotto i suoi raggi. Per questo motivo, lei esce a caccia solo dopo il calar del sole.
HABITAT/SOCIETA’: Jezra Wagner morì all’età di 27 anni, esattamente 75 anni dopo che il dominio di Barovia era entrato a Ravenloft. Era molto ben conosciuta tra la nobiltà ed anche tra la popolazione comune, poiché era una donna tanto gentile ed amorevole come nessuno, probabilmente aveva mai incontrato in una così oscura terra. La storia della sua morte accidentale, e del terribile fato che l’attendeva dopo la morte, è una delle più tragiche storie di Ravenloft. I genitori di Jezra erano ricchi boiardi, e proprietari terrieri. La loro proprietà era considerata dalla maggior parte della popolazione di Barovia come una terra inospitale, perché, era una remota zona sui pendii del Monte Baratak. Questa terra incontaminata era una fonte sia di gioia che di ricchezza per i suoi proprietari, per una fine vena d’argento che scorreva nella roccia. Per decenni, il clan Wagner ha supervisionato le operazioni in questa miniera e sono stati ben ricompensati per i loro sforzi. Jezra amava le terre selvagge della sua ancestrale tenuta di famiglia. Adorava ogni stagione per gli speciali doni che portava alla terra. Difatti, non importava quale mese o quanto fosse rigido il tempo, lei e suo fratello maggiore, Giorggio, potevano quasi sempre essere trovati ad esplorare le terre circostanti. Difatti, perfino dopo che suo fratello scomparve mentre scalava il Monte Baratak, il suo amore per la terra rimase a consolarla. In primavera, esplorò le foreste, osservando come la vita tornasse in quella terra. Scivolò silenziosamente nei nidi e nelle tane delle bestie del bosco, meravigliandosi della tenacia che essi mostravano attraverso l’inverno. Quando i fiori selvaggi sbocciavano, lei li raccoglieva per decorare la sua casa. Mentre la primavera passa lentamente all’estate, lei guardava gli alberi produrre dolci frutti, e nuotava nelle fresche acque che scendevano dalla cima della montagna. Si diceva che potesse imitare i versi di qualsiasi uccello nativo della zona e che tordi e fringuelli arrivassero al suo richiamo per cantare per lei. Con l’arrivo dell’autunno arrivò un’esplosione di colori spettacolari. La campagna di Barovia era incendiata dal fogliame arancione, rosso e giallo. Era il tempo del raccolto, e pochi apprezzavano i doni della natura più di Jezra Wagner. L’inverno, comunque, era la stagione che amava di più. Con la caduta della prima neve, correva all’esterno per ballare e sgambettare nel suo fresco abbraccio; quanta ironia sul fatto che fu proprio la neve invernale che reclamò la sua vita. La fine di Jezra arrivò al solstizio d’inverno all’avvicinarsi del nuovo anno. Lei, e diversi suoi amici stavano scalando i pendii del Monte Baratak, sperando di raggiungere la sua sommità e osservare oltre le cime dei Balinok. Le loro speranze erano di vedere la distante guglia del Monte Nyid, che si diceva fosse visibile dal punto più alto del Baratak. La loro spedizione fu sventurata, comunque, e il fato la rivendicò prima che essi raggiungessero la sommità della montagna. Jezra fu la prima ad udire il rimbombo. Certamente, quello è stato ciò che l’ha salvata dall’improvvisa morte che colpi i suoi compagni. Lanciando un grido d’allarme, si infilò in una stretta fessura, tanto che la valanga la oltrepassò, strappando i suoi compagni alle loro corde e mandandoli verso la morte. Quelli che non furono uccisi dalla lunga caduta furono schiacciati a morte dal peso della neve che li seppellì. Jezra, chiusa nello stretto crepaccio, rimase illesa. Scoprì che la crepa che aveva usato come rifugio era di fatto una piccola caverna che si addentrava di 6/9 metri all’interno della rupe. La valanga, comunque, aveva sigillato l’entrata dietro di lei. Con orrore, realizzò che era stata sepolta viva. Diverse volte lei provò a liberarsi dall’oscura caverna scavando. Ogni volta che lei rinunciava a quel futile sforzo, altra neve sigillava l’entrata. Non ci sarebbe voluto molto prima che la sua piccola scorta di approvvigionamento finisse. Le candele che aveva stivato nel suo zaino furono usate tutte, l’aria nella caverna stava cominciando a diventare agra, ed il suo cibo era finito. Presto, pensò, sarebbe morta. La paura del freddo cominciò a stringere il suo cuore mentre aumentava la sua sonnolenza con l’approssimarsi della morte. Quello che successe dopo potrebbe essere dovuto a molte cose. Forse, l’aria stava finendo e lei ha cominciato ad avere allucinazioni non appena il suo cervello non riceveva più ossigeno. Forse, le forze del male intravidero la possibilità di reclamare questa giovane innocente per i loro scopi, e mandarono qualche loro orribile agente a trattare con lei. Qualunque sia la verità, Jezra si scoprì immersa in una luce spettrale. Le sue braccia e gambe erano diventate insensibili e ghiacciate, le prime vittime della sua prigione di ghiaccio, tristemente notò che questa luce non portava calore con lei. Addirittura, la temperatura nella caverna scendeva costantemente. Il suo interesse fu stimolato, provò ad allontanarsi dal bordo della morte.  Qualsiasi cosa fosse questo misterioso fenomeno, cercò a lungo di capirne le cause prima di morire. I suoi occhi si focalizzarono sulla fonte della luce e la gioia si impadronì di lei. Giorggio, da tanto tempo creduto morto, le stava dinanzi. La visione avanzò. Basso e tarchiato con lo stesso carismatico sorriso che aveva lei stessa, era l’esatta immagine di suo fratello. Indossò i vestiti da viaggio che lei gli aveva visto indosso l’ultima volta, ma erano stracciati e bucati. Allungò le sue mani verso la luccicante immagine, con una smorfia di dolore per il freddo fuoco nei suoi polmoni e muovendo faticosamente le sue braccia. L’immagine di Giorggio si inginocchio davanti a lei e la guardò con curiosità, quasi non credendo ai suoi occhi. “Salvami”, fu tutto quello che lei riuscì a sussurrare. “Non posso”, fu la risposta che gli arrivò. Jezra scoppiò a piangere, le lacrime si congelavano prima che potessero cadere dal suo volto. Lo spirito scomparve, lasciandola sola ed isolata nell’oscurità della sua tomba di ghiaccio. Con il suo ultimo alito di vita, implorò che qualcuno, chiunque, la salvasse dalla morte, giurando che lei avrebbe fatto qualsiasi cosa per sfuggire ad una morte come quella. Poi, chiuse gli occhi e sentì il freddo pungente attorno a lei strapparle quel poco di pietoso calore che le rimaneva. Da qualche parte nelle oscurità di Ravenloft, le sue suppliche furono ascoltate. Una strana oscurità dalle più oscure profondità della cava, si diffuse sull’anima della montagna. Si avvolse intorno al corpo della giovane donna come un serpente di ebano. Due occhi di luce rossa come capocchie di spillo covavano di vita, non ancora sfuggita all’oscurità. Quando, come un cobra che colpisce, l’oscurità si gettò sul corpo di Jezra. Mentre le ultime tracce dell’ombra svanivano nelle carni della donna, Jezra si contrasse ed il suo volto si contorse per l’agonia. Non visto nella sua tomba, il suo corpo si dimenò violentemente per parecchi secondi e poi, si fermo per sempre. Gradualmente, una fredda luce riempì la cava. Jezra mosse le palpebre ed aprì gli occhi. Riuscì di nuovo a sentire le sue fami ed i suoi piedi. L’aria non la soffocava più. Il freddo, comunque, era raddoppiato. Le sue carni sembravano tremare senza fine, e le sue ossa dolevano per i dolori dell’artrite. Urlò per il dolore e si sollevò in piedi. Il suo unico pensiero era di fuggire in qualche modo da quell’oscurità di ghiaccio; avendo guardato in basso, ha potuto vedere il proprio corpo immobile nella morte. Perciò, si gettò disperatamente nelle rocce e nel ghiaccio che bloccavano la sua fuga, passando attraverso di loro come se fossero di nebbia di fronte a lei. Non avendo capito di essere morta nella caverna ghiacciata, Jezra spese parecchi giorni successivi a girovagare per i pendii del Monte Baratak. Sebbene il suo cuore desiderasse tornare alla tenuta della sua famiglia, ritardò per cercare suo fratello, non realizzando che ora lei era divenuta una creatura non morta, come lui. Purtroppo, la ricerca non fece scoprire nessuna traccia di lui. Alla fine, Jezra discese la montagna. Non era lontana da casa sua quando incontrò un conciatore che lei conosceva un po’. Normalmente, lei lo avrebbe oltrepassato con un cortese e sorridente saluto. Per qualche ragione, invece, lei adesso si scopriva affascinata da quell’uomo dall’aspetto ruvido. Si avvicinò a lui, sentendo il calore del suo corpo anche alla distanza di molti metri. Improvvisamente, un intenso desiderio la sopraffece. Si lanciò in avanti e strinse l’uomo in un abbraccio etereo. Fu una cosa così inaspettata che egli non capì mai quello che gli stava succedendo. Per un breve momento, non appena il corpo del conciatore si cristallizzava tra le sue braccia, lei sentì un sollievo dall’agonia che pulsava nelle sue ossa. Con un sospiro, fece un passo indietro e quasi pianse dalla gioia. Questa sensazione sbiadì velocemente. L’agonia ritornò, ma ora lei conosceva un modo per calmarla per un po’. Jezra continuò. Alla fine arrivò alla casa dove era nata, anzi, dove aveva vissuto la sua intera vita. Desiderava ardentemente rivedere ancora i suoi genitori, ed immaginava la loro sorpresa e la gioia quando avrebbero appreso che la loro amata figlia era sfuggita al fato dei suoi compagni, ed era sopravvissuta a tali avversità per tornare di nuovo a casa. Trovarli non fu difficile. Ironicamente, li trovò proprio mentre loro venivano messi a conoscenza, da un gruppo di cacciatori, che la loro figlia era stata travolta da una valanga. Desiderò fortemente di andare da loro, per dirgli che lei era sopravvissuta, e che non dovevano piangere la sua morte. Invece, si scoprì ad assorbire il calore che sgorgava dai loro corpi. Fu in grado di sentire il piacevole sapore di quel buon cibo, che la chiamò, obbligandola a lasciare il suo nascondiglio e ad attaccare. Il dolore nelle sue ossa la stava quasi facendo impazzire. Alla fine, non potè sopportarlo più. Si precipitò dalla finestra e fuggì, scomparendo nell’oscurità della notte. Al sorgere del sole, lei aveva ucciso non meno di dodici persone. Per ogni cadavere congelato, il dolore di Jezra diminuiva, soltanto per tornare ancora tanto intenso quando lo era prima. Tre lunghi secoli ed oltre passarono da quel terribile giorno. Tutto questo tempo Jezra ha girovagato per i pendii ghiacciati del Monte Baratak, in cerca di calore. Lei non ha capito di essere morta in quella caverna, credendo invece di essere affetta da qualche strana maledizione. Di tanto in tanto, sfugge all’agonia della sua fredda non vita, assorbendo il calore da esseri viventi, lasciando un cadavere cristallizzato al suo risveglio. Quando fa questo, le sue sofferenze si placano per un numero di minuti uguale al livello della vittima.
ECOLOGIA: come essere vivente, l’influenza di Jezra sul mondo naturale è finita molto tempo fa. Ora, lei è un’orribile aberrazione. Come essere non morto, corrompe il mondo intorno a lei con la sofferenza ed una morte innaturale. La storia della morte della giovane fanciulla e la sua trasformazione, non è sconosciuta nelle terre di Barovia. Infatti, i Vistani cantano una canzone chiamata Regina di Ghiaccio (in italiano anche nel testo originale, n.d.t.), che rinarra l’evento quasi esattamente com’è successo. Questa tragica storia è spesso raccontata come una storia popolare, ed è frequentemente considerata apocrifa sia dall’erudito, che dall’ignorante. Il famoso cacciatore di vampiri, Rudolph Van Richten, sa molto di più, avendo incontrato lo spettro di Jezra Wagner almeno in un’occasione. Ha affermato che lei può essere distrutta da qualcuno che localizzi il suo cadavere congelato e lo collochi su una pira funeraria. Cercò di farlo egli stesso, ma scoprì che l’impresa era oltre la sua portata. Con grande rimorso, fu obbligato ad abbandonare la sua missione di dare la pace a questo insolito spirito. La non vita di Jezra è legata alla venuta dell’inverno. Non appena le nevi finiscono ed i primi raggi di primavera cominciano a scaldare la terra, lei è obbligata a ritirarsi nella grotta dove giace il suo corpo. Qui, il suo spirito rientra nel corpo congelato e lei dorme fino a quando cade l’ultima foglia d’autunno. Perciò, la vista delle cose viventi che aveva così care in vita, per lei sono perse per sempre.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. barovia jezra wagner

permalink | inviato da tony.marra il 6/7/2009 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     giugno        agosto
 

 rubriche

Diario
I Dolori del giovane Master
Alle spalle del Master
Gli Abitanti di Ravenloft
La Compagnia
HOME RULES
Geografia di Ravenloft
Dal Mondo di Ravenloft.

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

GDRBLOGS
LICANTROPO: LOUP GAROU
GREMISHKA
PAKA
GOBLYN
INCUBI
IBRIDI
DR. HARROD TASKER
GOLEM DI VETRO E GOLEM GARGOYLE
SENZAOSSA
MULLONGA
TERRORE NOTTURNO: MANDALAIN
GOLEM BAMBOLA E GOLEM D'OSSA
PIPISTRELLI SCHELETRICI
SCHELETRO ARCIERE
GEIST
VALPURGEIST
SCHELETRO GIGANTE
GUARDIA DEL DESTINO
TREANT NON MORTO
GATTO SCHELETRICO
TREANT MALVAGIO
LICANTROPO: SQUALO MANNARO
RADICENERA
GEORGE WEATHERMAY
GONDEGAL
GHOUL SIGNORE
GOYA
GOLEM DI NEBBIA
PIPISTRELLO SENTINELLA
ELEMENTALI DI RAVENLOFT: INFORMAZIONI GENERALI
VAMPIRO GOBLIN
ELEMENTALE DELLA PIRA, ELEMENTALE DELLA NEBBIA
VAMPIRI DI RAVENLOFT: INFORMAZIONI GENERALI
UMBRA
ZOMBI CANNIBALI
VAMPIRO GNOMO
NOMADI ABBER
STELLA MARINA GIGANTE
IMP ASSASSINO
VAMPIRO KENDER
VAMPYR
BESTIA NON MORTA: STAHNK
GOLEM DI RAVENLOFT: INFORMAZIONI GENERALI
DARKLING
VAMPIRO NANO
VAMPIRO HALFLING
GOLEM MECCANICO E GOLEM ZOMBI
CHEKIV E RIVTOFF
HIREGAARD
VISTIN
I VISTANI
LICANTROPO: PIPISTRELLO MANNARO
QUICKWOOD (ALBERO SPIA)
ZOMBI SIGNORE
VEDOVA ROSSA
DESMOND LAROUCHE
RAVENKIN
EREMITA
DIVORA CAROGNE
VAMPIRO NOSFERATU
ELEMENTALE DEL SANGUE, ELEMENTALE DELLA TOMBA
VAMPIRO DROW
UNICORNO D'OMBRA
ZOMBI LUPO
CONFRATELLI IBRIDI
PERDUTI E FOLLI
BOLSHNIK
FAMIGLIO NON MORTO
AKIKAGE
LUCE SFUGGENTE
FRATELLO DOMINIC
GOLEM DI NEVE
UOMO LUPO MAGGIORE
SPIRITO DEL GELO (JACK FROST)
RUDOLPH VAN RICHTEN
GATTO DI MEZZANOTTE
IMITATORE
TATUAGGIO VIVENTE
SPIRITO RADIANTE
JEZRA WAGNER
ZOMBI DI NEBBIA
FUOCO DELL'ABISSO
SCIAMANO ABBER
ZOMBI DI STRAHD
DESTRIERI SCHELETRICI DI STRAHD
SCHELETRI DI STRAHD
PSEUDO FAMIGLIO
SPAVENTAPASSERI DI RAVENLOFT
IMP DEI DESIDERI
TESTE ARCANE
TERRORE NOTTURNO
JACQUELINE MONTARRI
DEMONE D'OMBRA
LICANTROPO: CORVO MANNARO
DR GREGORIAN ILLHOUSEN
VAMPIRO ELFO
ZOMBI DI FANGO
BARONE LYRON EVENSONG
LYSSA VON ZAROVICH

Blog letto 124991 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom